L’equilibrio dei fattori che compongono gli esseri viventi genera la salute mentre il loro squilibrio è conosciuto come malattia. La salute è definita felicità, la malattia infelicità.
Charaka Samhita, Sutrasthana IX, 4
COS’É L’AYURVEDA?
L'ayurveda è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dall'antichità, diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. La parola Ayurveda significa conoscenza della vita o Scienza del vivere, essa è composta dai termini ayus (Vita) e Veda (Conoscenza o Scienza).
Nel Charaka Samhita , uno dei testi fondamentali dell'Ayurveda, troviamo la definizione dell'Ayurveda e della materia di cui tratta: "Si definisce Ayurveda la scienza che descrive gli stati della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa. " (Charaka Samhita I, 41)
L'Ayurveda si occupa di tutti gli aspetti del benessere, quello fisico, quello psichico e quello spirituale e si interessa di ciò che è normale tanto quanto di ciò che è anormale o patologico. Secondo l'Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale. Il concetto di equilibrio espresso dall'Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini, con la verità, con il concetto che si ha di Dio, ecc.
ORIGINI
Origini mitologiche
Le origini dell'ayurveda sono intrise della ricca mitologia indiana. Si ritiene infatti che l'ayurveda, la "scienza della vita", risalga a Brahma, creatore dell'universo. Costui fece dono del sistema ayurvedico a Daksa Prajapati e da questi agli Asvin, ed infine da loro ad Indra, signore degli dei vedici. Da Indra infine l'ultimo passaggio ai suoi 4 discepoli, Bharadvaja, Atreya, Kasyapa e Dhanvantari. Nella Caraka Samhita, nei primi capitoli, è narrata la storia dell'origine mitica dell'ayurveda.
Origini storiche
Le origini storiche dell'ayurveda si perdono indietro nei secoli, addirittura in un'epoca precedente al ritrovamento di documenti scritti che certifichino la sua esistenza. Si tende a datare infatti le origini storiche dell'ayurveda a ritroso fino a 6000 anni fa, sebbene le prime fonti scritte, che furono alla base dell'ayurveda, ovvero i Veda, vengano fatte risalire "solo" a 2000-2500 anni fa. È opinione condivisa infatti che come per molte altre tradizione ed opere, anche per l'ayurveda e per i Veda, ci sia stata una capillare diffusione orale prima della sistemizzazione in forma scritta.
SCOPO DELL’ AYURVEDA
Lo scopo principale dell'Ayurveda è quello di conservare la buona salute nell'uomo sano in modo da dare sostegno ai quattro principali obbiettivi della vita:
Dharma : ciò che per mezzo dell'agire corretto porta al benessere dell'individuo e della società;
Artha : la ricchezza, la disponibilità dei mezzi di sostentamento;
Kama : l'appagamento dei desideri terreni, la passione;
Moksha : la salvezza raggiunta per mezzo della liberazione e della consapevolezza dell'esistenza di Dio.
Inoltre l'Ayurveda ha lo scopo di eliminare la sofferenza nell'uomo ammalato.
FONDAMENTI DELL’ AYURVEDA
IL CONCETTO DI CREAZIONE SECONDO IL SAMKHYA
Per descrivere i principi su cui si fonda l'Ayurveda bisogna fare un breve accenno al concetto di creazione secondo il Samkhya .Secondo questi sistema filosofico, alla base della creazione si trovano due principi fondamentali: Purusha, la coscienza primordiale, ePrakriti, la materia primordiale.L'unione di questi due principi, spirito e materia, dà luogo a tutte le cose.Dall'unione iniziale di queste due grandi forze nasce Mahat , l'intelligenza cosmica, che contiene il seme di tutta la manifestazione. L'intelligenza cosmica esiste nell'essere umano sotto forma di intelligenza individuale e come tale è chiamata Buddhi.Buddhi o intelletto, è la capacità di discernere il reale dall'irreale.L'intelligenza cosmica nella sua evoluzione verso le forme materiali dà luogo a Ahamkar , l'ego.L'ego possiede tre qualità chiamate Guna:
Sattva - purezza
Rajas - energia, dinamicità
Tamas - inerzia.
I guna pervadono interamente il corpo e sono i fattori patogeni del corpo; i guna o fattori patogeni della mente sono invece Rajas e Tamas, mentre Sattva (purezza) non è patogeno per la mente.Dalla interazione dei tre guna nascono tutte le parti di cui sono costituiti gli esseri viventi.Sattva e Rajas, purezza e dinamismo, danno luogo a:
5 sensi: udito, tatto, vista, gusto, olfatto;
5 organi di azione: mani, gambe, lingua, ano, organi genitali;
mente: che allo stesso tempo è sensoriale e motoria.
Tamas e Rajas , inerzia e dinamismo, danno luogo ai 5 elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. Tutti gli esseri viventi sono costituiti da: mente, 5 sensi, 5 organi di azione e dai 5 cinque elementi.
LA TEORIA DEL PANCHA MAHA BHUTA
Tutta la conoscenza e la pratica dell'Ayurveda è fondata sulla teoria del Pancha Mahabhuta: la teoria dei cinque elementi.
Dal sanscrito pancha cinque + maha grande + butha elementi. Nell’Ayurveda vengono così chiamati i cinque elementi primari che compongono l’Universo e che si combinano con l’Anima in varie proporzioni formando tutti gli esseri viventi: sono aria-Vayu, etere o spazio-Akasha,fuoco-tejas, acqua-Jala e terra- prithvi.
Secondo l'Ayurveda, la vita "Ayus", è formata da cinque elementi inscindibili: etere, aria, fuoco, acqua e terra.
Ogni singola particella dell'Universo è composta dai cinque elementi, così come ogni singola cellula ed ogni singolo atomo del corpo umano. I cinque elementi rappresentano la struttura della vita manifesta o materiale e nella loro essenza sono racchiuse le qualità stesse della vita.
L'Etere racchiude in sé le qualità di vuoto, sottile, piccolo, impercettibile;
l'Aria esprime qualità come leggero, mobile, asciutto, ruvido;
il Fuoco rappresenta calore, leggerezza, acutezza, movimento verso l'alto;
l'Acqua è liquida, fresca, morbida, levigata;
la Terra è solida, pesante, stabile.
I cinque elementi sono i protagonisti della danza dinamica della Creazione, da cui ogni forma di espressione di vita si manifesta. La loro dinamica interazione crea tre forze o energie vitali, che racchiudono tutti i processi di creazione, mantenimento e trasformazione della vita.
IL CONCETTO DEI TRIDOSHA (COSTITUENTI CORPOREI)
I tre Dosha (letteralmente: "imperfezione") sono costituiti da tutti e cinque gli elementi nei quali però prevale ora l'uno ora l'altro.
Vata o Vayu, costituito da etere e aria; funzione principale di Vata è il movimento;
Pitta, costituito da fuoco e acqua; funzione principale di Pitta è il metabolismo
Kapha o Sleshma, costituito da terra e acqua; funzione principale di Kapha è creare la struttura corporea.
Vata, Pitta e Kapha sono i tre dosha corporei ognuno dei quali ha a sua volta cinque sottodivisioni con una sede e una funzione particolare. Se si trovano in normale equilibrio mantengono la salute, mentre lo squilibrio di uno, due o di tutti e tre causa la malattia.
I TESSUTI CORPOREI (DHATU)
I tessuti corporei sono sette, e come nel caso dei dosha , sono composti da tutti e cinque gli elementi, ma in ogni tessuto prevalgono uno o due elementi. Ogni tessuto ha una sua funzione specifica.
Rasa : chilo, linfa, plasma. Prevale l'elemento acqua.
Rakta : frazione emoglobinica del sangue. Prevale l'elemento fuoco.
Mamsa : tessuto muscolare. Prevale l'elemento terra.
Meda : tessuto adiposo. Prevale l'elemento terra.
Asthi : tessuto osseo, cartilagine compresa. Prevalgono gli elementi aria e etere.
Majja : midollo osseo. Prevale l'elemento fuoco.
Sukra : spermatozoi e ovociti. Prevale l'elemento acqua nella sua forma più nobile.
Per ogni dhatu esistono dei tessuti secondari chiamati upadhatu. Per esempio dal rasa o plasma derivano il latte materno che compare dopo il parto e il sangue mestruale che si manifesta intorno ai 12 anni e scompare verso i cinquanta.
I PRODOTTI DI RIFIUTO (I MALA)
I principali mala o prodotti di rifiuto sono l'urina, le feci e il sudore.Altri prodotti di rifiuto sono: le secrezioni grasse dell'intestino, il cerume, le secrezioni sebacee della pelle, il muco del naso, la saliva, i capelli, i peli della barba e del corpo, le unghie delle dita delle mani e dei piedi, le lacrime ecc.Per godere di buona salute è indispensabile digerire bene ed evacuare regolarmente. Quando l'evacuazione non è regolare insorgono malattie sia del tratto gastrointestinale che di altre parti del corpo. Nel trattamento ayurvedico del reumatismo, della sciatica, della bronchite e dell'asma, per prima cosa viene regolarizzata l'evacuazione.
Secondo l'Ayurveda quindi, il corpo umano è formato da tre costituenti o categorie di costituenti fondamentali:
Dosha, i costituenti corporei
Dhatu, i tessuti
Mala, gli escreti.
IL FUOCO DIGESTIVO (AGNI)
Il fuoco digestivo (agni) è responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti e materiali di rifiuto, dal suo buon funzionamento dipende la formazione, il nutrimento e l'equilibrio dei dosha (costituenti corporei), dei dhatu (tessuti), dei mala(escreti) e dei cinque elementi presenti nel corpo. In Ayurveda si dà molta importanza al buon funzionamento della digestione perché è un fattore basilare per il mantenimento della buona salute, il cibo di cui si nutre una persona può anche essere della migliore qualità e il più adatto, ma se non viene digerito bene può risultare dannoso.
Quando nei testi ayurvedici antichi si parla di fuoco digestivo, gli autori intendevano le funzioni fisiologiche che letteralmente "cuociono" il cibo e lo scompongono per prepararlo alla conseguente assimilazione. Il concetto di agni include quindi la secrezione e l'azione sul bolo alimentare dell'acido cloridrico, degli enzimi intestinali, degli acidi e degli alcali biliari.
Secondo l'Ayurveda nel corpo esistono tredici tipi di agni di cui il più importante è jatharagniche si trova nello stomaco e digerisce il cibo; in sanscrito jathar significa stomaco, agnisignifica fuoco, per cui jatharagni é il fuoco dello stomaco. Gli altri fuochi digestivi trasformano le sostanze nutrienti estratte dal cibo nei vari tessuti corporei, tutti i fuochi presenti nel corpo possono essere intesi come l'azione di differenti tipi di enzimi digestivi.
OJAS
Un altro concetto caratteristico dell'Ayurveda è quello di ojas, l'essenza di tutti i dhatu. Questa sostanza si forma contemporaneamente ai dhatu, li pervade e ne è l'essenza sottile. Nei testi classici ojas viene descritto dopo i sette dhatu e per questo alcuni commentatori lo considerano come un ottavo tessuto. Ojas ha una natura estremamente sottile e raffinata ai confini fra la materia e la pura energia, alla luce della medicina moderna è una sostanza abbastanza misteriosa e non è stato possibile fino ad ora identificarla con una certa molecola o associare ojas a una qualche sostanza presente nel corpo. Tutte le ipotesi formulate non sono abbastanza convincenti perché non rispecchiano pienamente le qualità di ojas .
Ojas ha un ruolo molto importante nel mantenimento della buona salute, le sue funzioni principali sono:
generare l'energia vitale
dare energia ai vari organi e sistemi
mantenere efficiente il sistema immunitario come i dhatu, anche ojas trae nutrimento da ahara rasa (sostanze nutrienti prodotte dalla digestione del cibo), ha delle caratteristiche fisiche sue proprie, è presente nel corpo in certi luoghi e in quantità determinata, è aumentato o diminuito da vari fattori. Nei testi classici si dice che la distruzione di ojas nel corpo porta a conseguenze gravi e può causare anche la morte dell'individuo. Il Charaka Samhita afferma che anche se i dosha nel corpo sono forti ed equilibrati, senza ojas il corpo morirebbe. Come i dosha, ojas è presente in tutto il corpo ma il cuore è la sua sede specifica, le sue caratteristiche sono l'untuosità, il creare coesione, la natura rinfrescante, la purezza e il colore giallo-rossastro. Ojas dà stabilità ai tessuti e assicura l'immunità del corpo, direttamente o indirettamente è coinvolto in tutte le attività mentali e fisiche e nella funzione di tutti i sensi.
LA COSTITUZIONE INDIVIDUALE (PRAKRITI)
La costituzione individuale o prakriti è uno strumento molto importante in Ayurveda. Sulla base della costituzione individuale si hanno indicazioni per la diagnosi e il trattamento delle malattie, per la scelta della dieta, per determinare lo stile di vita più adatto. La prakriti indica in quale proporzione si trovano i dosha nella costituzione di un individuo. Individuando la prakriti personale, si possono capire in modo molto approfondito le caratteristiche di un individuo: il tipo fisico, gli aspetti della mente e della psiche, gli aspetti positivi e negativi del carattere, il tipo di lavoro a cui si è portati, la predisposizione a certe malattie, ecc.
La parola prakriti (o prakruti ) significa "natura", più precisamente è la "forma originale", da pra = inizio e kruthi = formare. La malattia compare quando ci si discosta da questa forma originale con un cambiamento a livello psicologico o fisiologico.
Come abbiamo visto nell'articolo dedicato al concetto di tridosha, il corpo è fatto di tre forze vitali o umori corporei chiamati in Ayurveda dosha. I doshasono presenti ovunque nel corpo, regolano la funzione di ogni tessuto, di ogni organo, di ogni singola cellula e sono responsabili della natura psico-fisica dell'individuo. Anche se in ognuno di noi sono presenti tutti e tre idosha, la loro proporzione varia e si può avere la predominanza di undosha, di due dosha, oppure i tre dosha possono essere presenti in quantità pressoché equivalente.
La prakriti individuale è determinata dalla proporzione in cui si trovano idosha in ogni persona, questa è una caratteristica peculiare ed unica per ogni individuo e secondo tale misura la persona acquisisce particolari caratteristiche fisiche, mentali e caratteriali.
Per esempio, una persona con costituzione vata rifletterà le qualità dell’aria che predomina in questo dosha : di solito è alta e magra, è una persona creativa, originale, abile nelle espressioni e attività artistiche, è anche veloce, nervosa, ansiosa, psicologicamente instabile, dalla memoria corta, con pelle secca, voce bassa e debole, appetito variabile e amore per i viaggi.
CARATTERISTICHE DEI VARI TIPI DI PRAKRITI
Caratteristiche dei vari tipi di prakriti:
Vata
Le qualità predominanti di vata sono: freddo, secco e irregolare.
I tipi vata possono essere molto alti o molto bassi con una struttura ossea esile e con scarsa massa muscolare. La qualità arida di vata si manifesta con pelle secca e ruvida, articolazioni che scrocchiano, capelli secchi, ruvidi e ricci, occhi piccoli, asciutti e infossati, unghie fragili. Il tipo vata soffre il freddo e spesso lamenta problemi di circolazione.
L’appetito e la digestione sono variabili, hanno abitudini alimentari irregolari che peggiorano la capacità di digestione. In genere soffrono di stitichezza. Sonno a volte disturbato per la naturale tendenza all’eccitazione.
Sono persone, attive, irrequiete, parlano velocemente e si muovono in fretta, hanno rapide fluttuazioni di energia per cui si stancano facilmente e a volte non riescono a sostenere l’attività frenetica che a loro piace tanto.
Psicologicamente i tipi vata sono dotati di grande creatività e particolare predisposizione alle attività artistiche. Per la loro natura instabile diventano a volte nervosi, timorosi e spesso sono afflitti da molte ansietà anche se non esistono problemi reali. Veloci ad apprendere ma altrettanto veloci a dimenticare. Scarsa forza di volontà, poca tolleranza e fiducia in sé stessi. Tendono a guadagnare denaro velocemente e a spenderlo velocemente.
Pitta
Le qualità predominanti di pitta sono caldo, oleoso e irritabile.
Le persone pitta sono di altezza e corporatura media con struttura ossea e massa muscolare ben formata. Pelle soffice ed oleosa, chiara, ricca di lentiggini e nei, si arrossa facilmente al sole e hanno tendenza a soffrire di eruzioni cutanee. Capelli dritti, chiari, di colore rosso, biondo o bruno con tendenza a prematura perdita e imbiancamento. Occhi acuti, grigi, verdi o bruno-ramati.
Metabolismo forte e buona digestione. Tendenza alla sudorazione eccessiva, mal sopportano il caldo, la luce solare e il lavoro duro. Producono molta urina e feci molli ed abbondanti. Sonno di media durata ma ininterrotto.
Psicologicamente hanno grande intelligenza, buona capacità di comprensione e discriminazione. Portati naturalmente al comando hanno un forte spirito competitivo, sono ambiziosi, amano la prosperità, gli agi, le cose lussuose che esibiscono con piacere. Avendo una natura focosa, quando sono messi sotto pressione, tendono a essere aggressivi, critici, polemici e possono anche essere distruttivi.
Kapha
Le qualità predominanti di kapha sono freddo, umido, stabile.
I tipi kapha hanno generalmente una corporatura solida, massiccia, ben sviluppata, con torace ampio. Atleti naturali dotati di ottima resistenza allo sforzo e alla fatica tendono ad ingrassare se non si tengono in esercizio. Pelle soffice splendente ed oleosa. Capelli fitti, scuri, soffici e ondulati. Occhi grandi e scuri.
Hanno un appetito regolare ma digestione e metabolismo in genere sono lenti. Tendono a muoversi lentamente, fanno fatica a mettersi in attività ma una volta entrati in azione sono dotati di eccezionale resistenza. Evacuazione lenta con produzione di feci molli e di colore chiaro. Sonno profondo e prolungato.
Essendo generalmente sani, felici e pacifici, psicologicamente i tipi kapha sono tolleranti, calmi, indulgenti, affidabili. Lenti ad apprendere, quando hanno acquisito la comprensione di una cosa non la dimenticano più. Hanno una naturale tendenza all’accumulo e per questo a volte possono esibire caratteristiche di avidità, attaccamento, invidia, ossessività. Sanno guadagnare il denaro e hanno la capacità di conservarlo.
Veniamo ora a un breve profilo delle costituzioni in cui prevalgono due dosha , esse riguardano la maggior parte degli individui. Molte caratteristiche della persona saranno una combinazione dei due dosha oppure gli influssi dei due fattori compariranno a fasi alterne.
Vata – Pitta
Nei tipi vata-pitta si uniscono la volatilità, la leggerezza e l’intensità dell’aria e del fuoco.
Rispetto al vata puro hanno una corporatura snella ma più vicina alla media, una digestione più forte e maggiore tolleranza al freddo. Queste persone uniscono l’originalità e la creatività del vata con la determinazione e l’intraprendenza del pitta. Sono persone di grande intelligenza e quando lo stress li mette sotto pressione possono rispondere con un’alternanza di paura e di rabbia.
Hanno bisogno soprattutto di stabilità, la caratteristica del kapha, che equilibra la loro volatilità.
Pitta – Kapha
In questi tipi si combinano l’energia del fuoco e la stabilità dell’acqua dando luogo a un individuo di straordinaria forza fisica, dotato di ottima resistenza, buona salute e grande sicurezza anche a livello psicologico. Hanno una corporatura forte e muscolosa, digestione buona di tipo pitta . Hanno energia stabile unita a grande resistenza quindi sono naturalmente portati all’atletica. La stabilità del kapha e la forza del pitta a volte li porta alla rabbia e alla critica, all’arroganza e all’insensibilità. Hanno bisogno della leggerezza e della flessibilità del vata che equilibra i loro tratti negativi.
Vata – Kapha
In questa costituzione convivono le qualità diametralmente opposte dell’aria e dell’acqua che condividono invece la freddezza. Le caratteristiche fisiche sono generalmente nella norma anche se l’altezza tende a essere superiore alla media. Possono avere la digestione lenta o irregolare e hanno una spiccata avversione per il freddo essendo in questa costituzione carente l’elemento fuoco.
Sono persone profondamente sensibili, umili e adattabili, possono essere dotate di buone qualità creative ed artistiche oppure possono essere portati alle attività sportive per la buona resistenza di cui sono dotati. La freddezza di vata e di kapha si può riflettere nel carattere che può essere carente di motivazione, passione ed entusiasmo. Hanno bisogno soprattutto di calore, in tutti i sensi.
Vata – Pitta – Kapha
Questo tipo di costituzione è molto raro ed è anche difficile da descrivere perché accomuna le qualità e le caratteristiche di tutti e tre i dosha . Fra tutte è comunque la costituzione più equilibrata, con la tendenza a godere di lunga vita, buona salute, buone difese immunitarie. Malgrado ciò, quando si ammalano, sono i tipi più difficili da curare proprio perché manca nella costituzione la prevalenza di un dosha che aiuta a identificare le predisposizioni naturali alle malattie e il modo di riportare l’equilibrio.
SQUILIBRI E SINTOMI
Vata viene aggravato da cibi che hanno le sue stesse qualità come cavoli, cavolfiori, broccoli, cetrioli, meloni, patate, crackers e ogni tipo di pane secco, mele, fast food, ecc.
Le attività che aumentano vata sono: viaggiare, stare svegli fino a tardi la notte, guardare troppa televisione, vivere in un ambiente rumoroso, mangiare mentre si è ansiosi o depressi, sottoporsi a un continuo stato di stress, avere attività sessuale eccessiva.
I disturbi causati da questi fattori potrebbero essere: dolori articolari, pelle secca, perdita della memoria, palpitazioni, insonnia, ansia, depressione e rigidità muscolare.
Pitta viene aggravato da cibi acidi e piccati come peperoncini, cibi fritti, melanzane, pomodori, cipolle crude, aglio, limone, spinaci, dal bere troppo tè, caffè, alcool e troppo fumo.
La rabbia, il mangiare mentre si è arrabbiati, attività che comportano una grande passione, esposizione al sole e al caldo, troppo esercizio fisico o attività competitive, sono i comportamenti che aumentano pitta.
I disturbi possono essere iperacidità, problemi della pelle, sensazioni di bruciore, disturbi del fegato come itterizia ed epatite, perdita dei capelli, infezioni urinarie, calcoli alla cistifellea e vari tipi di febbre.
Kapha viene aumentato da cibi molto freddi, pesanti, untuosi, dolci, grassi, latte e latticini, gelati e carne.
Le attività che squilibrano kapha sono: dormire durante il giorno, non fare sufficiente attività fisica, vivere in un clima freddo e umido, ecc.Le malattie che insorgono a causa degli squilibri di kapha possono essere: asma, tosse, anoressia, obesità, pigrizia e debolezza della digestione.